Cos’è l’architettura dell’informazione?

Ci sono due risposte a questa domanda.

Possiamo considerare l’architettura dell’informazione (IA, dall’inglese information architecture) come una disciplina molto specifica, usata in particolare da chi fa UX design, per classificare, organizzare, progettare la struttura logica e semantica dei contenuti di spazi fisici e digitali, e renderla comprensibile.

Oppure possiamo considerarla qualcosa che riguarda tutti noi, in quanto persone. Noi come fruitori di media, noi come produttori di informazioni. In questo senso l’architettura delle informazioni è una responsabilità di tutti.

Viviamo e lavoriamo in un’abbondanza sempre maggiore di parole, immagini, musica, video, oggetti, silenzi, e tutti noi possiamo imparare a vedere le informazioni come materiale da gestire per raggiungere i nostri obiettivi: per comunicare meglio, per entrare in relazione con gli altri, per rendere chiara la complessità e dare senso a ciò che ci circonda. Oltre che per vendere, per promuovere i nostri prodotti, per rendere più usabili e gradevoli le esperienze dei servizi che proponiamo.

Ce lo insegnano i padri della disciplina – Peter Morville e Louis Rosenfeld– che lo scopo dell’architettura delle informazioni è proprio quello di mettere in relazione, connettere persone e contenuti con una finalità di business.

“L’architettura dell’informazione è il modo in cui organizziamo le parti di qualcosa per renderle comprensibili”

– Abby Covert
Luca Rosati

“la relazione fra le informazioni è più importante delle informazioni stesse: organizzare l’informazione significa anzitutto porre le informazioni in relazione fra loro e con le persone”

– Luca Rosati

A cosa e a chi serve

Orientare, connettere persone e ambienti, interpretare bisogni, attitudini, comportamenti diversi. Contaminare gli spazi digitali con gli spazi fisici e viceversa. Accedere alle esperienze di tutti, fare ordine, avere la possibilità di ispirare un cambiamento, capirsi, definire un linguaggio comune, intrecciare il perché al che cosa, al come, scegliere una direzione, misurarsi, creare una struttura solida nel tempo.

L’architettura delle informazioni serve a organizzare e progettare in modo chiaro e funzionale. Ci aiuta ad avere una visione ampia, coerente e flessibile del mondo. A sviluppare un linguaggio comune, e a progettare in modo inclusivo.

Conoscere l’architettura dell’informazioni è utile alle persone coinvolte nella progettazione di prodotti, servizi e contenuti. A figure come sviluppatori, UX designer, UI designer, project manager, product manager, content strategist, content designer, UX writing, copywriter, marketing manager, funzionari della Pubblica Amministrazione, a chiunque si trovi a gestire la complessità delle informazioni.