Content design: come capire le persone in assenza di persone
Di cosa abbiamo parlato
Progettare contenuti utili, rilevanti, accessibili (eccetera) presuppone, da manuale, conoscerne i destinatari. Comprenderne bisogni, problemi, motivazioni permette di evitare inutili fiumi di parole – cantiamola insieme – in favore di parole giuste, quelle che creano valore vero sia per chi le enuncia, che per chi le riceve.
Spesso non c’è spazio, per tante motivazioni che conosciamo e che rivedremo insieme, per coinvolgere le persone nei processi di conoscenza delle persone. Il che è come dire che vogliamo un panino al prosciutto senza prosciutto, tanto alla fine ci sfamiamo lo stesso.
Ma tanto vale fare di necessità virtù: in questo intervento raccontiamo un approccio pratico e leggero alla user research nelle attività di progettazione del contenuto, mettendo insieme metodi di natura varia per ottenere svariati piccioni con una fava:
-comprendere al meglio possibile bisogni, desideri, problemi delle persone, sia nel merito che nella forma
-capire come l’organizzazione vi dà risposta
-sensibilizzare i rispettivi team a pensare nei panni di
-definire una visione comune di come “generare valore” all’interno di un progetto
Digital & UX strategist
Architetto dell’informazione, content designer, digital strategist in odore di UX, seguo prevalentemente le componenti invisibili di un progetto web: le premesse.
L’area della ricerca è quella in cui mi trovo più a mio agio: sfruttando il luogo comune dell’unire i puntini, mi sono allenato a trovarli, a riconoscerli e infine a vedere nuove connessioni di senso.
Lavoro in Websolute dal 2018, dopo quindici anni di imprenditorialità in Mentine, due anni in multinazionale nordica e cinque anni da freelance.
