Punto, filo, ordito e trama.
Di cosa abbiamo parlato
Il linguaggio è fatto di punti e fili. A volte è un tiro alla fune, una contrattazione infinita o un cortocircuito che sfugge ai principi basilari della comunicazione tra persone.
Il linguaggio è fatto anche di intrecci di trama e ordito. Questo è il linguaggio progettuale. È basato sul dialogo, non sul conflitto. Ha una struttura dialettica e intreccia punti di vista, fili e direzioni. Può cambiare la visione delle cose e il modo di relazionarci, e perché no, renderci persone migliori.
Questo talk è un dialogo tra due esperienza parallele, quella di una UX Writer freelance e quella di una Designer di prodotto.
Insieme vogliamo indagare come il linguaggio progettuale di ciascuna sia cambiato nel tempo. Racconteremo questa evoluzione attraverso alcuni esempi che riassumono sia il confronto con altri contesti e linguaggi sia piccoli spostamenti di senso che hanno influito sul processo di design, per poi incontrarci su un progetto comune e sulle sue sfide di traduzione.
Content Designer
UX Writer
«Sono Valentina, content designer che è stata copy e lo è tuttora. Scrivere testi è per me un lavoro poetico e un po’ etico. Testi e linguaggio hanno una responsabilità creativa e sociale nei confronti delle persone: aprire mondi e indicare strade.
Insieme a Elena Rebaudengo ho fondato uno studio di UX content, si chiama superpunto.
Dal 2012 sono docente di content strategy all’Università degli Studi di Bergamo. Sono così ossessionata dai contenuti scritti che ho un podcast, puntino, sul rapporto tra persone e parole.»
Product Designer & Reseracher Lead
«Lavoro nell’intersezione tra UX Research e analisi dei dati, cercando di tradurre pattern complessi in insight azionabili: preferisco trovare motivazioni forti, piuttosto che avere opinioni forti.
Come Product Design & Research Lead in UNGUESS e docente di UX Research al Talent Garden, cerco di tradurre questa filosofia in pratica quotidiana.
Ho un passato da studentessa di letteratura russa e forse per questo la mia idea di divertimento è ancora bere tè caldo in una giornata uggiosa con un romanzo per le mani.»
