Unconference. Gestografia, Atelier Creativo
Cosa è successo nello spazio Unconference de I Lecci
Unconference
Abbiamo pensato a uno spazio aperto (in tutti i sensi) e informale, dedicato a socie e soci (junior e senior) che hanno voglia di confrontarsi, divertirsi e aprirsi a fare networking. Il tutto è stato costruito attorno a un “banchetto sagra” con cibo e bevande che possano favorire questo momento destrutturato.
Ci siamo ispirati all’unconference per questo spazio aperto le mattine di entrambe le giornate di summit, dove oltre “Banchetto sagra” con cibo bevande c’è stato:
- Un tavolo con una matrice slot/tavoli e dei post it dove chiunque ha potuto lanciare una idea di topic da discutere;
- Ogni slot è stato di 45minuti per ciascun tavolo. Un unico topic può coprire max 2 slot
- 4 tavoli dove le persone hanno potuto mettersi a discutere liberamente dei temi lanciati sulla matrice
Gestografia. Un atelier creativo
Proponiamo un atelier creativo che esplora la reciproca influenza tra linguaggio e azioni, un concetto che trova le sue radici nella tradizione sperimentale della Bauhaus, nella riflessione artistica di Robert Filliou, Bruno Munari, Hervé Tullet…
Concretamente, trasformeremo lo spazio nel quale le nostre mani campiono dei gesti in elementi significativi per la costruzione di lettere ed alfabeti, adottando, secondo idee di Martin Lorenz, una combinazione di struttura e libertà.
Sarà una buona occasione per riflettere su come l’educazione, non solo quella al design, pur basandosi sull’esperienza e sulla conoscenza, dovrebbe anche resistere a regole dogmatiche e essere aperta all’innovazione e al cambiamento.
E, sì, si tratta di qualcosa di inusuale anche per una conferenza innovativa come il Summit di Architecta.
Ma il manifesto di quest’anno “il linguaggio influenza le nostre azioni e come le nostre azioni influenzano il linguaggio” era troppo goloso per non guardarlo con la lente multisensoriale e multidisciplinare di Kitto.
